Repubblica di Darsena, 11 gennaio 2013

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Carnevaldarsena, nella sua riunione di giovedì sera, dopo una approfondita discussione ha confermato (con votazione a larghissima maggioranza: un solo astenuto, nessun voto contrario) la scelta di non organizzare l’edizione 2013 del Carnevaldarsena.

Pur apprezzando le numerose iniziative di sostegno e appoggio concreto alla festa che si sono manifestate in questi giorni, alcune veramente toccanti, l’Associazione ritiene infatti che per superare la gravissima crisi che attanaglia le feste rionali sia necessario intraprendere un cammino di “ricostruzione” che richiederà del tempo. L’obiettivo resta quello di ripartire su nuove basi e con un effettivo coinvolgimento del quartiere e della città, in occasione del Carnevale 2014.

L’Assorioni.
Il Direttivo ha altresì deciso di uscire dall’Assorioni. Non c’è alcuna ostilità nei confronti del presidente Muzio Gianni, che ha ben operato alla guida dell’Associazione. C’è però la dolorosa consapevolezza che gli interessi in campo e le progettualità, all’interno di Assorioni, si sono dimostrate divergenti. In questa fase l’Associazione Carnevaldarsena non è interessata, pur non criticandola, all’iniziativa “Carnival Night” sulla Terrazza della Repubblica. Il nostro obiettivo rimane quello della valorizzazione e del recupero delle feste rionali tradizionali. Cominciando, ovviamente, dal Carnevaldarsena.

Secondo noi comincia adesso un percorso lungo e difficile, che durerà sino al febbraio del 2014, per la elaborazione di un progetto in grado di rilanciare la festa rionale della Darsena riavvicinando il Baccanale, per quanto possibile, allo spirito originario. Questo significa mettere in campo iniziative e nuove idee che facilitino la partecipazione, il ritorno del piacere di festeggiare in maschera, il contenimento dei fenomeni di teppismo e vandalismo che nessuno di noi vuole tollerare. Ci auguriamo che molti viareggini e darsenotti siano al nostro fianco in questa impresa, impegnativa ma non impossibile.
Qui di seguito, ricapitoliamo in dettaglio le motivazione che ci hanno spinto ad assumere questa sofferta decisione.

Questione di soldi?
In questi giorni molti hanno detto e ripetuto di non avere ben compreso i motivi della protesta – di questo si tratta – dell’Associazione Carnevaldarsena. Sembra che tutto debba ridursi a una questione di disponibilità economica. Visto che alcuni generosamente si sono fatti avanti, si dice, perché allora non ci ripensate?
Del resto tanti “maliziosi” – una specie che a Viareggio non rischia certo l’estinzione – hanno mostrato da subito di non credere che il Direttivo potesse fare sul serio e si sono detti sicuri che all’ultimo momento avremmo organizzato, come sempre, il rione.
Noi credevamo di aver spiegato che il malessere è ben più profondo e diffuso, tanto che abbiamo proposto un percorso di ricostruzione del Carnevaldarsena, per non continuare a vivacchiare in attesa dell’inevitabile esaurimento di ogni risorsa, umana e morale. Un percorso che passa necessariamente attraverso un anno di stop. Non siamo stati compresi? La colpa sarà senz’altro nostra, cerchiamo di spiegarci meglio.

Un rapporto da ricostruire.
Non si tratta più (o soltanto) di problemi economici o dell’atteggiamento discutibile della Fondazione Carnevale: è una questione che riguarda il rapporto tra il Carnevaldarsena e la città di Viareggio. La città vuole o no che questa festa continui? Se è così, allora occorre ritrovare i motivi di un sostegno e di una partecipazione autentica.
Tutti gli anni, ormai da troppo tempo, l’organizzazione della festa è diventata una corsa in salita contro la burocrazia, i formalismi, il fiscalismo esasperato, il disinteresse o l’aperta contrarietà di buona parte del quartiere e il disimpegno (fino a ieri, almeno) di quasi tutti gli operatori commerciali della Darsena.
In aggiunta a tutte queste difficoltà oggettive, i componenti del direttivo rionale non ne possono più di sentire ripetere che la festa non è più quella dei tempi di Fedeli, che è diventata un ricettacolo di ubriachi, che chi la organizza pensa solo al guadagno, che gli abitanti delle strade interessate sono arrabbiati perché alcuni incivili e teppisti, nelle notti del Baccanale, provocano danni ai beni privati e all’arredo urbano, orinano e vomitano davanti ai portoni delle case. Alcune cose sono vere (i tempi di Fedeli sono passati per tutti), alcune sono parziali (non tutti i frequentatori del Carnevaldarsena si ubriacano e si abbandonano a gesti inconsulti), altre invece sono inventate di sana pianta e meriterebbero querele (nessuno degli organizzatori trae un guadagno dalla festa). Tutte insieme però – ripetute in questo modo – hanno un profondo effetto demotivante su chi deve darsi da fare per realizzare la festa. E’ il solito spirito negativo di una viaregginità poco lungimirante, che ha fatto sparire molte belle cose della sua storia: uno spirito critico fino all’autolesionismo.
Certo, il Carnevaldarsena ha molti difetti e chi lo organizza non è perfetto e può commettere sbagli. Di fatto ne abbiamo commessi. Ma è molto faticoso e problematico, credeteci, mettere in moto questa macchina e condurla in porto. Se manca il sostegno morale della collettività viareggina può diventare insostenibile.
Ecco perché non è una questione di soldi (benché il problema esista) e neppure di atteggiamenti stravaganti dei responsabili della Fondazione: si tratta di capire se Viareggio crede nel Carnevaldarsena, nella passione autentica del Carnevale rionale.

Segnali incoraggianti.
Nell’estremo tentativo di salvare questo spirito, il direttivo ha voluto mandare alla collettività viareggina un segnale molto forte, proprio perché la crisi è particolarmente profonda. Questo anno di stop può essere l’occasione per rifondare la manifestazione, cercando di migliorarla. In questo senso l’Associazione Carnevaldarsena chiede l’aiuto di tutti. In questi giorni ci sono stati numerosi pronunciamenti a favore della Darsena, per i quali il Direttivo è molto riconoscente. Si sono fatte avanti “cordate” di persone di buona volontà – c’è chi lo ha fatto pubblicamente, altri in forma riservata – che ringraziamo di cuore.
Persino la Fondazione Carnevale ha sentito il bisogno di mettere nero su bianco alcuni principi che per noi sono sempre stati evidenti: dal 1971 i rioni (la Darsena prima di tutti, è stata il modello) fanno parte integrante del Carnevale di Viareggio. Anche se alcuni di questi interventi sono tardivi, meglio tardi che mai. Si tratta di non disperdere questi fermenti positivi, di mettersi al lavoro per rilanciare con più passione e convinzione il Carnevaldarsena e il concetto stesso di festa rionale.

La politica? Crediamo al Fedeli-pensiero.
Questo, crediamo, può avvenire nel 2014, anche perché almeno secondo noi, e anche secondo un documento dell’Assorioni (emesso nel novembre scorso, mica anni fa), l’attuale Fondazione non è più un interlocutore attendibile. Qui però bisogna fare attenzione. Il Carnevaldarsena non esprime, in quanto tale, orientamenti politici. Lo ripeteva, a suo tempo, Danilo Fedeli e noi condividiamo questa impostazione, anche se ognuno di noi ha, ovviamente, personali convinzioni politiche. Le difficoltà con la presidenza della Fondazione Carnevale non hanno origine dalla politica: sono causate dal modo di ragionare e di agire dei nostri interlocutori, che non abbiamo condiviso. Ma non vogliamo riaccendere polemiche, proprio perché c’è il rischio che vengano fraintese, dato che siamo in periodo di campagna elettorale.

E ora, un anno di lavoro.
Per il rilancio del 2014 bisogna mettersi al lavoro subito e reinventare il Rione, cercando di ritrovare alcuni motivi delle origini. Occorre però che la città dimostri che “vuole” il Carnevaldarsena: c’è un anno di tempo per farlo. Perché questo processo sia vero, autentico e convincente, bisogna passare da una fase di “astinenza” dal Carnevaldarsena. Viareggio è una città difficile, oltre che ingovernabile e dannatamente critica. Se affermassimo: “Sì, facciamo il Rione anche quest’anno” come saremmo tentati di dire, l’attenzione che si è creata intorno al problema crollerebbe di colpo, perché tutti quelli che si sono preoccupati si sentirebbero rassicurati. E il problema rimarrebbe, irrisolto, perché va oltre – lo ripetiamo fino alla nausea – i 5mila o 10mila euro da trovare. Il problema è reale e l’ha posto sul tappeto l’azione di protesta e denuncia del Carnevaldarsena, altrimenti non staremmo qui a ragionare della perdita in blocco delle feste rionali (tranne il Campo d’Aviazione), visto che la Festa sulla Terrazza della Repubblica è un’utile iniziativa ma non è certamente un carnevale rionale. Chi ha a cuore la questione se ne interessi senza secondi fini e venga a impegnarsi insieme a noi – qui ed ora – per un autentico rilancio del Carnevaldarsena.

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Carnevaldarsena
Massimiliano Pagni – Presidente
Simona Corsi – Vice Presidente
Nicola Balloni – Consigliere
Guido Batori – Consigliere
Mario Bindi – Consigliere
Gianni Merlini – Consigliere
Roberto Orlandi – Consigliere
Margherita Romani – Consigliere
Franca Sacchetti – Consigliere