Il polpo era il simbolo della Darsena già dagli inizi, perché era il piatto tipico della cucina trabaccolara. Ai tempi del super-presidente Danilo Fedeli fu fatto un concorso per i bambini a cui si chiese di disegnare la bandiera del rione.

Vinse un elaborato con il polpo rosa su uno sfondo verde che rappresentava il nostro mare e i quadratini gialli della spiaggia. Il polpo era rosa perché cotto. All’inizio era un donna che indossava il simbolo del rione, fatto di raso. Per un certo periodo poi la maschera non si è fatta più. Nel 1989 per l’apertura del Carnevale, Burlamacco arrivò dal mare con un corteggio di maschere. Il gruppo fu invitato anche a “Pronto, è la Rai”, trasmissione condotta quella volta da Giancarlo Magalli e c’era anche il Polpo, indossato da Mario Bindi.

Dovendo però passare da una donna ad un uomo, fu un’idea di Carla Casagrande quella di fare un vestito argentato, con le ventose sul rosa. C’è stata poi un’altra versione dell’abito, di color vinaccia, che fu indossata in certi momenti della Polp band anche dal mitico Aurelio Bertuccelli. Il Polpo è divenuta la maschera ufficiale del quartiere ed ha accompagnato la Polp Band in trasferta a Gambettola, a Bastia, a Nizza, a Milano, a Torino e così via. Precedeva anche la rinata Libecciata, versione Carnevaldarsena.

C’è stata poi un’altra versione del vestito argentata, sempre indossata da Bindi a capo della mascherata della Darsena, sul carro del rione e in altri contesti carnevaleschi.

Quella attuale è stata ideata nel 2011 da Susanna Pellegrini ed Eliana Duccini, ed è di diverse sfumature dal bianco al viola, riprendendo proprio il colore del polpo lessato. La indossa in tutte le occasioni importanti Mario Bindi, il polpo della Darsena.

Autore: Umberto Guidi