Presentazione

Il 20 Febbraio del 1971 debuttava, con successo immediato e travolgente, un nuovo modo di vivere il Carnevale di Viaregio: la festa rionale. Nasceva il Carnevaldarsena, secondo una formula semplice e vincente: luci e musica per strada, addobbi, gente protagonista esuberante e pronta a mascherarsi, a vivere in prima persona la festa carnevalesca. La ricetta, di immediato successo , veniva completata da un importante aspetto gastronomico: padelle e pentoloni giganti sfornavano portate di pesce per tutti. Anche i luoghi contribuivano all’affermazione di questa novità: la via Coppino- la via principale della Darsena- con la suggestione delle barche che dondolavano nel porto e dei sui cantieri navali, garantiva un ulteriore motivo di interesse.

Il Carnevaldarsena apriva la fase delle feste rionali, presto altri quartieri si aggiunsero ragiungendo il tetto dei dieci rioni nel 1981.

Dal 1971 il Carnevaldarsena ha avuto un successo sempre maggiore, fino ad essere soprannominato dalla stampa locale “ il secondo carnevale d’Italia “ dopo quello di Viaregio per presenze stimate; ma anche periodi di difficoltà dovuti principalmente al crescendo degli inghippi burocratici e alla crisi economica.

Il rione oggi:

Oggi l’associazione Carnevaldarsena può contare su oltre 100 volontari coinvolti a vario titolo – principalmente allo sporzionamento dei pasti ma non solo– un consiglio direttivo composto da 9 membri largamente rinnovato e ringiovanito recentemente ( settembre 2016 ), un “comitato” giovani che collabora tutto l’anno, propone ed organizza eventi per la manifestazione.

Durante le serate di festa nel 2017 sono state stimate circa 50 000 presenze ( fonte Siae ) con la somministrazione di circa 13 000 piatti dalle cucine del Rione.

Durante il periodo di festa -e non solo- il Carnevaldarsena propone una serie di iniziative collaterali e di concorsi in memoria di noti personaggi carnevalari volti principalmente alla valorizzazione delle tradizioni popolari con una particolare attenzione verso le nuove generazioni. ( nel 2017 13 attività/premi come ad esempio: il teatro dialettale con la compagnia Carnevaldarsenasciò, modelliamo la creta laboratorio per i piccoli, la festa in Via Savi per i bimbi delle scuole del quartiere, il trofero beppe buia per la maschera più originale ecc. ).

Il rione del futuro:

L’attuale consiglio direttivo ha espresso la volontà di mantenere, ed anzi sottolineare, per il rione del futuro, alcune linee guida già comparse negli ultimi anni quali: la sicurezza all’interno della festa, la riscoperta delle mascherate, la valorizzazione della musica dal vivo.

 

 

 

 

 

 

Quando si parla di Carnevaldarsena sembra a “prima vista” di parlare di cosa effimera, fine a se stessa, fatta per fare bisboccia quelle tre o quattro sere, e poi… fine di tutto. Ma non è cosi.

La gente di Darsena

Non è cosi perché il Baccanale è inventato e portato avanti dalla gente di Darsena. Gente un po’ diversa, eterogenea, cosmopolita, frastagliata, come è diventata Viareggio tutta, ma, con una matrice che resta nel bene e nel male, indelebile. E sì, proprio così: la Darsena affratella. Chiunque è arrivato qui ha dovuto, o prima o poi accettare l’idea. Si litiga, si fa “casino” quando c’è bisogno, ci si ribella, ma poi la nostra Darsena rimette tutto a posto con un abbraccio. Come un piccolo grande paese che segue le proprie cose dall’alto del campanile.
Poi l’estro, il genio, la fantasia, la profonda eredità dei nostri padri, nonni, bisnonni.

Il nostro Baccanale

Di acqua ne è passata sotto i ponti; dai primi navicelli, la brigoletta, il barcobestia; poi le motonavi e gli yachts in legno, in acciaio, in vetroresina, i successi della C.U.V. in campo internazionale ecc. Le botteghe dei piccoli artigiani, commercianti, via via modificatesi con il tempo che inesorabile cambia le cose, le persone, la storia. Ed è qui il grande travaso. La trasposizione delle idee che una volta l’anno alimentano la festa più bella: il Baccanale. Ecco l’origine: come fu il Carnevale di Viareggio. Ma la Darsena non permette simulazione di fallo. Lei, le sue braccia le tende ancora all’insegna della libertà, della follia pura, incondizionata.

(Dalla presentazione del volume «Venti anni di Carnevaldarsena»)